C'è grossa crisi.
Ma forse c'è anche un lavoro.
Parole grosse da dire il 30 dicembre del 2008.
Col pepe al culo i cervelli entrano in azione...anche se a dire il vero non c'entrano nè il pepe nè i cervelli...
Che anno da incubo.
martedì 30 dicembre 2008
martedì 23 dicembre 2008
Il 17 maggio 1990, l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito l'omosessualità una variante naturale della sessualità
Allora.Povia - sì quello dei piccioni di mxxx e dei bambini che rompono il cxxx - quello, va a Sanremo. Ok. Chissene.
Nella celebre intervista a Panorama, egli dichiarava: "Gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay, è durata sette mesi e poi l'ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati".
.......
........
..........................?
E poi, c'è quel cattolico integralista americano, Joseph Nicolosi con le sue teorie riparative ( ampiamente confutate dalla comunità scientifica mondiale).
Direi che la scossa di terremoto di oggi pomeriggio è buon segno, forse il mondo finirà davvero nel 2012.
E noi non dovremo preoccuparci di pagare i contributi.
Nella celebre intervista a Panorama, egli dichiarava: "Gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay, è durata sette mesi e poi l'ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati".
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..........................?
E poi, c'è quel cattolico integralista americano, Joseph Nicolosi con le sue teorie riparative ( ampiamente confutate dalla comunità scientifica mondiale).
Direi che la scossa di terremoto di oggi pomeriggio è buon segno, forse il mondo finirà davvero nel 2012.
E noi non dovremo preoccuparci di pagare i contributi.
domenica 14 dicembre 2008
Facebook o feissbuch o faccialibro
Ecco, ho ceduto anche a questo.
Non so ancora come funzioni e ormai non ricordo più tutte le promsse che ho fatto e che poi non ho mantenuto.
Dovevo mettere delle foto?
Dovevo trovarmi un lavoro?
Dovevo smettere d autocommiserarmi?
...boh, boh, non ricordo.
Qualche racconto nuovo però l'ho scritto. E se mi pubblicassero qualcosa?
Non male.
Magari.
In pochi ancora si ricordano di me.
In postivo.
Non so ancora come funzioni e ormai non ricordo più tutte le promsse che ho fatto e che poi non ho mantenuto.
Dovevo mettere delle foto?
Dovevo trovarmi un lavoro?
Dovevo smettere d autocommiserarmi?
...boh, boh, non ricordo.
Qualche racconto nuovo però l'ho scritto. E se mi pubblicassero qualcosa?
Non male.
Magari.
In pochi ancora si ricordano di me.
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domenica 30 novembre 2008
pepe al culo
E' possibile fare in un mese tutto quello che non si è avuto la forza, il coraggio e l'intelligenza di fare in un anno?
Quasi 400 giorni, inutilmente spesi.
Matrimoni in vista, gente che sta male, gente che muore.
I miei 25 anni più prepotenti ed pesantemente insistenti : NO MO RE PA RTY TI ME.
cacchio.
Quasi 400 giorni, inutilmente spesi.
Matrimoni in vista, gente che sta male, gente che muore.
I miei 25 anni più prepotenti ed pesantemente insistenti : NO MO RE PA RTY TI ME.
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venerdì 7 novembre 2008
M
E stamattina anche Jessica se ne è andata...penso a suo padre, un uomo già distrutto dopo la morte della moglie pochi mesi fa...Maurizia...penso a Ilenia...penso a Flavio, Marco ed Elizabeth...
...non so cosa dire e quello che mi passa per la testa è confuso.
Devo salutare anche lei, un'altra persona che ho visto crescere, ridere, piangere, fare i capricci...
...e io, egoisticamente io, continuo ad aver paura di affrontare la vita.
...non so cosa dire e quello che mi passa per la testa è confuso.
Devo salutare anche lei, un'altra persona che ho visto crescere, ridere, piangere, fare i capricci...
...e io, egoisticamente io, continuo ad aver paura di affrontare la vita.
mercoledì 5 novembre 2008
Yes we can
Ha vinto Braccobaldo....mah...
...al peggio non c'è mai fine o abbiamo già toccato il fondo?...
Mah, quante storie, staremo a vedere, purtroppo come al solito. Staremo a vedere, inermi e senza possibilità di replicare (o perlomeno senza essere più di tanto ascoltati)...vai baracca, vai...poi qualcuno mi spiegherà perchè non vuole la Clinton come vice...
...al peggio non c'è mai fine o abbiamo già toccato il fondo?...
Mah, quante storie, staremo a vedere, purtroppo come al solito. Staremo a vedere, inermi e senza possibilità di replicare (o perlomeno senza essere più di tanto ascoltati)...vai baracca, vai...poi qualcuno mi spiegherà perchè non vuole la Clinton come vice...
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giovedì 30 ottobre 2008
Manifestazione No Gelmini
Stamane.
E' già partita.
Ci sarei dovuta essere anche io. Ci sarei voluta tanto essere anche io.
Nonostante sia già stato tutto deciso.
Ascoltando gli approfondimenti, i dibattiti in televisione e in parlamento. Carpendone sempre più il significato...
Nonostante questo.
Analizzando a fondo le tesi di chi la promuove e di chi la contesta...
Proprio per questo. Proprio per questo e nonostante sia stato già deciso sento che è giusto protestare e fare sentire il proprio dissenso che c'è ed è forte.
Giusto o sbagliato che sia questo dissenso va rispettato e merita almeno un pò di attenzione.
Il coordinamento "No Gelmini dalla scuola dell'infanzia all'Università" chiama studenti, insegnanti, genitori, ricercatori, cittadini a continuare la mobilitazione e lancia una manifestazione cittadina per il prossimo giovedì. Concentramento alle ore 9,30 in Piazza Maggiore. Le decisione, nell'aria da diversi giorni, viene resa pubblica attraverso una lettera aperta alla città. In vista della manifestazione, assemblea pubblica lunedì 27 ottobre alle 21 (aula III della facoltà di Lettere e Filosofia, via Zamboni 38)26 ottobre 2008 - Coordinamento No Gelmini
Lettera aperta alla città di Bologna
Siamo figli e genitori, insegnanti e studenti, lavoratori strutturati e precari: siamo generazioni a confronto unite nella lotta. Siamo il presente e siamo il futuro.
Siamo i “buoni” che bloccano le stazioni e i “cattivi” che trattano. Siamo quelli delle lezioni in piazza e quelli dei cortei non autorizzati. Siamo un movimento multiforme e colorato; pacifico e determinato; radicale e dialogante.
Siamo quelli che dalle materne all’università dicono: NO GELMINI!
In questi giorni abbiamo attraversato scuole e università occupate, assemblee e cortei con migliaia di persone. Abbiamo gridato insieme che “noi la loro crisi non la paghiamo” e che “sul nostro futuro decidiamo noi”. Ci siamo ritrovati uniti per dire che non vogliamo vivere costantemente appesi ad un filo, ma progettare senza ricatti il nostro futuro.
Ci siamo mobilitati per dire no al taglio dei fondi che colpisce scuole e università pubbliche. Per dire che non si può fare ricerca con 500 € al mese e che il nostro dissenso non lo si può arrestare con un cinque in condotta. Per affermare che non si diventa più educati o più uguali indossando un grembiulino, né che si possa integrare separando. Crediamo che il maestro unico non sia solo uno scherzo del passato, ma un ulteriore elemento di insicurezza per le famiglie e le donne.
Sappiamo dire dei no decisi, ma non ci mancano le proposte.
Abbiamo un'idea di Paese differente da chi ci governa e ci ha governati e abbiamo la presunzione di poterla praticare, come già stiamo facendo nei progetti di autoriforma che vivono nelle nostre mobilitazioni.
Pensiamo che l'istruzione debba restare pubblica, perché solo così si garantisce la libertà di ricerca e di insegnamento. Pensiamo che il sapere sia un bene comune e che ciò sia incompatibile con le fondazioni e con i criteri di efficienza e produttività che Tremonti e Confindustria vorrebbero imporci.
Ci hanno insegnato che il sapere è elemento centrale del nuovo sistema produttivo, ma crediamo sia soprattutto strumento di liberazione e crescita personale e collettiva.
Il 30 ottobre vi chiediamo una presa di parola. Vi chiediamo di schierarvi con chi nella scuola si mobilita e con chi occupa le università.
Vi chiediamo di riempire con noi le strade della nostra città, per lanciare il messaggio che questa lotta non riguarda solo chi la formazione la vive oggi o la vivrà domani, ma che attraversa l’intera società.
Il 30 ottobre saremo a Bologna, tutte e tutti in piazza perché oggi ci riprendiamo il nostro futuro.
Dalla scuola dell'infanzia all'università: NO GELMINI!
E' già partita.
Ci sarei dovuta essere anche io. Ci sarei voluta tanto essere anche io.
Nonostante sia già stato tutto deciso.
Ascoltando gli approfondimenti, i dibattiti in televisione e in parlamento. Carpendone sempre più il significato...
Nonostante questo.
Analizzando a fondo le tesi di chi la promuove e di chi la contesta...
Proprio per questo. Proprio per questo e nonostante sia stato già deciso sento che è giusto protestare e fare sentire il proprio dissenso che c'è ed è forte.
Giusto o sbagliato che sia questo dissenso va rispettato e merita almeno un pò di attenzione.
Il coordinamento "No Gelmini dalla scuola dell'infanzia all'Università" chiama studenti, insegnanti, genitori, ricercatori, cittadini a continuare la mobilitazione e lancia una manifestazione cittadina per il prossimo giovedì. Concentramento alle ore 9,30 in Piazza Maggiore. Le decisione, nell'aria da diversi giorni, viene resa pubblica attraverso una lettera aperta alla città. In vista della manifestazione, assemblea pubblica lunedì 27 ottobre alle 21 (aula III della facoltà di Lettere e Filosofia, via Zamboni 38)26 ottobre 2008 - Coordinamento No Gelmini
Lettera aperta alla città di Bologna
Siamo figli e genitori, insegnanti e studenti, lavoratori strutturati e precari: siamo generazioni a confronto unite nella lotta. Siamo il presente e siamo il futuro.
Siamo i “buoni” che bloccano le stazioni e i “cattivi” che trattano. Siamo quelli delle lezioni in piazza e quelli dei cortei non autorizzati. Siamo un movimento multiforme e colorato; pacifico e determinato; radicale e dialogante.
Siamo quelli che dalle materne all’università dicono: NO GELMINI!
In questi giorni abbiamo attraversato scuole e università occupate, assemblee e cortei con migliaia di persone. Abbiamo gridato insieme che “noi la loro crisi non la paghiamo” e che “sul nostro futuro decidiamo noi”. Ci siamo ritrovati uniti per dire che non vogliamo vivere costantemente appesi ad un filo, ma progettare senza ricatti il nostro futuro.
Ci siamo mobilitati per dire no al taglio dei fondi che colpisce scuole e università pubbliche. Per dire che non si può fare ricerca con 500 € al mese e che il nostro dissenso non lo si può arrestare con un cinque in condotta. Per affermare che non si diventa più educati o più uguali indossando un grembiulino, né che si possa integrare separando. Crediamo che il maestro unico non sia solo uno scherzo del passato, ma un ulteriore elemento di insicurezza per le famiglie e le donne.
Sappiamo dire dei no decisi, ma non ci mancano le proposte.
Abbiamo un'idea di Paese differente da chi ci governa e ci ha governati e abbiamo la presunzione di poterla praticare, come già stiamo facendo nei progetti di autoriforma che vivono nelle nostre mobilitazioni.
Pensiamo che l'istruzione debba restare pubblica, perché solo così si garantisce la libertà di ricerca e di insegnamento. Pensiamo che il sapere sia un bene comune e che ciò sia incompatibile con le fondazioni e con i criteri di efficienza e produttività che Tremonti e Confindustria vorrebbero imporci.
Ci hanno insegnato che il sapere è elemento centrale del nuovo sistema produttivo, ma crediamo sia soprattutto strumento di liberazione e crescita personale e collettiva.
Il 30 ottobre vi chiediamo una presa di parola. Vi chiediamo di schierarvi con chi nella scuola si mobilita e con chi occupa le università.
Vi chiediamo di riempire con noi le strade della nostra città, per lanciare il messaggio che questa lotta non riguarda solo chi la formazione la vive oggi o la vivrà domani, ma che attraversa l’intera società.
Il 30 ottobre saremo a Bologna, tutte e tutti in piazza perché oggi ci riprendiamo il nostro futuro.
Dalla scuola dell'infanzia all'università: NO GELMINI!
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